Professioni Turistiche, la riforma deve essere complessiva

È stato da poco presentato in Commissione Attività Produttive alla Camera dei Deputati il Disegno di Legge 3088 a firma dell’Onorevole Dori.

La nostra Associazione si è più volte confrontata con l’estensore ed il suo staff al fine di ottenere un testo migliore di quello presentato dal Senatore Croatti in Commissione Attività produttive al Senato. Anche in questo caso abbiamo proposto, sulla base del testo esistente, un nostro testo “alternativo” – o meglio più completo – che contenesse anche la professione di accompagnatore turistico e continueremo ad insistere su questa linea.

In questo momento, nei due rami del Parlamento, sono tre i disegni di legge che intendono riformare le professioni turistiche. Con accenti e dettagli diversi, i tre ddl sono però accomunati dalla completa assenza di qualsiasi riferimento alla professione degli Accompagnatori turistici. Nonostante i nostri rilievi, è una mancanza che non può più spiegarsi con semplice, e comunque grave, ignoranza o altrettanto grave distrazione.

Tutti infatti parlano di riforma delle professioni turistiche ma la quasi totalità degli interlocutori, istituzionali o di categoria, ha in mente solo la professione di guida turistica. Quando un’altra Associazione cita gli Accompagnatori, lo fa esclusivamente per tirare acqua al proprio mulino, e nella stragrande maggioranza dei casi si tratta del mulino delle guide “locali” nella loro accezione più “antica”.

Molte Associazioni infatti citano gli Accompagnatori solamente per affermare che la Guida nazionale si sovrappone alla professione di Accompagnatore turistico, ma nessuno chiede che tale professione sia normata parallelamente a quella di Guida, proprio per evitare sovrapposizioni o cancellazioni.
Si pretende, insomma, di evocare gli Accompagnatori come spauracchio, relegandoli però in una posizione di subalternità, come professionisti di serie B.

Solo Agilo chiede che si normino entrambe le professioni con pari dignità. Una richiesta concretizzata nei testi proposti per modificare due dei disegni di legge in materia (Croatti e Dori) che il Parlamento ha iniziato a esaminare nelle rispettive Commissioni. Le integrazioni proposte puntano a una definizione puntuale delle due professioni e delle mansioni ESCLUSIVE di ognuna. Per la tutela dei professionisti del turismo, dei loro committenti e soprattutto dei viaggiatori.

Non vorremmo che l’assenza di normazione possa nascondere un tentativo di liberalizzazione sregolata della professione o un tentativo di assimilazione tra le due professioni, che dovrebbero invece rimanere distinte.

Per questo continueremo ad insistere nel chiedere che la riforma delle professioni sia complessiva e che sia il Parlamento, e solo quello, a normarle e ad introdurne di nuove, visto che ne ha l’esclusiva competenza, come rimarcato dalle sentenze della Corte Costituzionale.

Questo per porre un fine alle numerose figure che le Regioni (o il MISE) si inventano anziché occuparsi di quelle esistenti. Agilo chiede che ci siano in sostanza (e brevemente) due professioni, con modalità di accesso valide su tutto il territorio nazionale, attraverso corsi ed esami pubblici dietro il possesso di determinati requisiti.

Agli Accompagnatori deve essere riconosciuta inoltre la possibilità di accedere in maniera semplificata alla professione di Guida turistica, soprattutto se si prosegue nel percorso che non prevede una legislazione specifica. In questo secondo caso, anzi, vanno valutate altre opzioni.

Altre possibilità non ce ne sono, come diciamo ormai da tempo: le Guide sono Nazionali e gli Accompagnatori hanno pari dignità, valore e utilità per il settore.

Se il Legislatore intende cancellare la professione di Accompagnatore, di fatto o di diritto, abbia almeno il coraggio di assumersene la responsabilità e dichiararlo apertamente.