Il 4 marzo si è svolto il primo tavolo tecnico convocato dall’Ufficio Legislativo del Ministero del Turismo per affrontare la delicata situazione della professione di accompagnatore turistico dopo la sentenza n.196/2025 della Corte Costituzionale.
Durante l’incontro il Ministero ha inizialmente ipotizzato una normativa molto snella che avrebbe portato a una sostanziale liberalizzazione della professione.
AGILO è intervenuta con forza, insieme alle altre associazioni di categoria, per ribadire il valore e le responsabilità del lavoro dell’accompagnatore turistico: una figura centrale nella gestione dei viaggi, nella sicurezza dei turisti e nel coordinamento di servizi e logistica.
Abbiamo quindi sostenuto la necessità di:
✔️ una definizione chiara della professione a livello nazionale
✔️ il mantenimento di un esame abilitante
✔️ standard formativi uniformi in tutta Italia
✔️ un elenco nazionale unico per contrastare l’abusivismo
✔️ il riconoscimento automatico delle abilitazioni regionali già conseguite.
Il Ministero ha preso atto della posizione condivisa dalle associazioni e ha accantonato l’ipotesi di liberalizzazione totale.
AGILO ha già elaborato una proposta di legge, a cui stiamo lavorando per renderla il più possibile snella e rapidamente approvabile.
Nel frattempo rassicuriamo tutti i colleghi: le abilitazioni restano valide e l’attività può continuare a essere svolta su tutto il territorio nazionale.